La Bussola della Doppia MaterialitàCapitolo aperto · manuale operativo di Bruno Starni
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Prefazione

Quando ho cominciato a lavorare sulla doppia materialità mancava un manuale: c'erano la norma, la guida EFRAG e molte sintesi, ma niente che portasse dal testo alla decisione. Questo libro prova a colmare quel vuoto.

Il problema

La decisione è il punto. Dagli esercizi 2027 la CSRD si applica alle imprese con più di 1.000 dipendenti medi e 450 milioni di euro di ricavi netti, e gli ESRS semplificati chiedono meno informazioni. Meno elementi obbligatori non rendono l'analisi più facile: spostano il peso sul giudizio di rilevanza, che decide che cosa entra nella dichiarazione e va difeso davanti a chi la attesta.

Le imprese fuori dal perimetro hanno lo stesso problema in un'altra forma. Nessuna norma chiede loro un'analisi di doppia materialità, ma i clienti mandano questionari, le banche chiedono dati sul rischio e, dagli esercizi 2027, l'impresa protetta deve sapere che cosa può rifiutare. Per tutte la domanda è la stessa: che cosa è rilevante, su quali dati, e come si dimostra di averlo deciso con criterio.

Il metodo

Il manuale tratta la doppia materialità come una sequenza di decisioni documentate. Parte dalle regole degli ESRS, nel testo del reg. del. (UE) 2026/1563, e del principio volontario del reg. del. (UE) 2026/1560.

La norma stabilisce i criteri, ma non sempre come applicarli. Dice, per esempio, che basta una fra entità, portata e natura irrimediabile a rendere grave un impatto, ma non come combinarle quando nessuna è decisiva; chiede soglie, ma non dice dove fissarle. In questi casi il manuale propone regole operative proprie, distinguendole dagli obblighi normativi.

Nella Parte 3 queste regole funzionano dentro la pagina. Il filtro dei temi, i registri degli impatti e dei rischi, la tabella di consolidamento e il filtro dei questionari applicano il metodo. Dove la regola non basta, chiedono una decisione con motivazione, data e autore. Un solo caso, un'impresa meccanica inventata, attraversa tutti i capitoli della Parte 3: gli esiti scritti nel testo sono quelli che gli strumenti calcolano con i suoi dati.

I limiti

Il metodo è costruito sui testi normativi letti direttamente, citati per articolo o paragrafo e per versione. Non è la sintesi di un gran numero di analisi già svolte: dove la norma non dice come applicare i criteri, le regole sono scelte del manuale. Un'impresa può adottarne altre, purché le scriva e le applichi con coerenza.

Il manuale non è un parere legale. La guida EFRAG IG 1, che molti capitoli usano, è stata scritta sul testo degli ESRS del 2023 (reg. del. 2023/2772). Il recepimento italiano dell'Omnibus I non c'è ancora: il termine è il 19 marzo 2027, e alcuni riferimenti, come quello della lettera ai clienti del capitolo 13, andranno adattati. Gli strumenti non sostituiscono il giudizio: lo rendono visibile e ne conservano la traccia. Il testo è aggiornato al 21 ottobre 2026.

Come leggerlo

La Parte 1 descrive il quadro normativo e il principio della doppia materialità. La Parte 2 è per le imprese soggette alla CSRD, la Parte 3 per le PMI e per tutte le imprese fuori dal perimetro, la Parte 4 per comunicare l'esito. Chi lavora in una PMI può partire dal capitolo 9 e tornare alla Parte 2 quando un cliente o una banca chiede di più.

Bruno Starni
Autore

Il resto del manuale

Questa è una parte aperta della Bussola. Il manuale completo ha sedici capitoli in quattro parti, otto strumenti che si compilano nella pagina e un caso guida che li attraversa tutti.